|
28 febbraio 2010
Dialettica della visione (o del novecento)
Tesi (con ironia): Rendere il surreale visibile: De Chirico, Magritte, Dalì
Marizibill

A Colonia in Strada Alta Andava e veniva di sera
 Graziosa e disponibile Poi stanca del marciapiede beveva A tarda notte in losche birrerie Rasentava la malora Per un magnaccia rosso e rosa
 Era un ebreo sapeva d'aglio E l'aveva venendo da Formosa Strappata a un bordello di Shangai Conosco gente di ogni sorta Non eguagliano i loro destini
 Indecisi come foglie morte I loro occhi sono fuochi mal spenti I cuori muovono come le loro porte

Guillaume Apollinaire

Antitesi (con distacco): Rendere il visibile surreale: Hopper, Hockney, Warhol
Luoghi deserti

Fitte cadere notte e neve, oh, fitte In un campo ho guardato passando oltre
 E il suolo quasi uniforme sotto la coltre Più non mostra che fili d' erba e stoppie
I boschi intorno sono padroni del campo.
 Ogni animale soffoca nella tana. Io non conto, perché la mia mente è lontana: La solitudine in me inavvertito mi chiude.

E, solitaria com' è, la solitudine Ancora più solitaria, anzi che meno, sarà -Un candore più vacuo di neve ottenebrata Senza espressione, senza nulla da esprimere.

Non mi fanno paura coi loro spazi aperti E vuoti fra le stelle dove non è stirpe umana,
 Quando io posso da me così vicino a casa Far paura a me stesso con i miei luoghi deserti

Robert Frost

Sintesi (provvisoria): Rendere il visibile e il surreale: Morandi, Balthus, Casorati
Sera di Liguria

Lenta e rosata sale su dal mare la sera di Liguria, perdizione di cuori amanti e di cose lontane.
 Indugiano le coppie nei giardini, s'accendon le finestre ad una ad una come tanti teatri.
 Sepolto nella bruma il mare odora. Le chiese sulla riva paion navi che stanno per salpare.

Vincenzo Cardarelli

| inviato da ASANISIMASA il 28/2/2010 alle 2:27 | |
|